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Cenni storici su Port-Cros
Fin dai tempi antichi, la storia di
Port-Cros, la Mesé (l'isola di mezzo) dei navigatori greci, è stata legata a quella di
Porquerolles. Più piccola (640 ettari di superficie, 4,5 chilometri di lunghezza, 2
chilometri di larghezza) , deve il suo nome attuale "Port-Creux" al profondo
scavo del suo porto. I rilievi , dove è presente una grande vegetazione, sono più
irregolari e più elevati di quelli di Porquerolles e di Levant.
Come le altre rocce dell'arcipelago, Port-Cros,inizialmente popolata dai liguri, poi dai
frati di Lérins nel V secolo, conosce nel medioevo il susseguirsi degli invasori e viene,
per più di cinque secoli, rovinata dalle devastazioni dei pirati. Vecchia proprietà del
conte Beauregard l'isola si è vista assegnare nel 1963 lo statuto di parco nazionale.
La zona di protezione della fauna e della flora si estende in mare fino a 600 metri di
costa e comprende i piccoli isolotto del Rascas e della Gabinière, l'isola di Bagaud e
diversi isolotti vicini: pesca e caccia sottomarina sono vietate, è previsto un
regolamento per la velocità delle navi. All'interno, camping , caccia e sradicamento
delle piante sono vietati. Questo forse permetterà a Port-Cros di restare quell'eden
tranquillo che si scopre lungo i sentieri tra i valloni dove si mescolano lentischi,
eriche, arborescenti e corbezzoli e che aprono a volte viste sul profondo mare blu sui
vecchi fortini. L'isola presenta dodici sorgenti, di cui due ferruginose; è drappeggiata
da uno spesso manto vegetale dove prosperano specie sconosciute sul litorale provenzale.
Certe piante sono uniche in Francia come il Teucrium (teucrio) marum. Certi funghi, che si
trovano nel sottobosco, sono molto rari come il lattario e l'armillaria. Nella foresta si
possono trovare le essenze le più diverse: leccio, pino d'aleppo, eucalipto, ulivo,
sughero. In mezzo a tutta questa vegetazione la fauna gode di una libertà assoluta. Oltre
alle specie comuni dei paesi mediterranei, si possono incontrare specie rarissime, persino
uniche. Lungo le scogliere a picco ci sono i grandi uccelli del mare come la gavina
argentata, il cormorano cappelluto, il puffino cenerino. Si possono trovare ancora gli
uccelli cacciati dalle foreste provenzali che hanno trovato rifugio qui a Port-Cros come
il falcone pellegrino, lo sparviere, il merlo blu, il vespiere, l'upupa. Altre specie
fanno regolarmente scalo durante la loro migrazione annuale : passeri, palombi,
tortorelle, fenicotteri rosa. Infine splendide e rare farfalle aggiungono i caldi colori
delle loro ali a tutta questa inestimabile ricchezza.
Sulla costa a sud l'acqua purissima permette di distinguere i fondali situati a più di 40
metri. Piante, muschio e alghe ( finocchio marino, statice, euforbia, teucrio
argentato,....) ricoprono le rocce. E' questo il posto ideale per l'immersione (che non è
vietata) , grazie alla quale si possono scovare pesci di tutte le forme e i colori come la
cernia, la murena, il cefalo che vivono liberamente nelle acque protette. E' in questo
quadro idilliaco che Melchior de Vogue collocò il suo romanzo Jean D'Agrève (1897),
un'opera che conobbe una certa celebrità all'inizio del secolo.
All'entrata del Vallone della Solitudine, si può visitare il maniero dell'eroina
Hélène. Molto interessante è la baia di Port-Man con la sua straordinaria vegetazione.
Vi si accede da una stradina che attraversa l'isola nella sua lunghezza. Dal colle di
Port-Man si possono contemplare l'isola di Levant e la costa des Maures.Dalla baia, ben
protetta dal vento del nord, è possibile ritornare alla frazione di Port-Cros dai piccoli
sentieri che attraversano il vallone del Janet, l'altopiano della Marma, la spiaggia della
Palu e il vallone Nero. Sono possibili molte escursioni per la gioia degli amanti delle
passeggiate , escursioni che permettono di ammirare lungo il cammino il grande spettacolo
delle scogliere ripide dell'isola. |
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