Le Var

Ile du Levant La più bella delle Iles d'Or

France


Le isole vicine


Port-Cros e Le Bagaud

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L'isola di Port-Cros si trova davanti a l'Ile du Levant, circa 800 metri la separano dalla punta più vicina. L'isola, un vero paradiso verde, é un parco naturale. All'interno vi sono molti sentieri e molti avamposti e castelli in miniatura ormai disabitati. Per preservarne la bellezza moltissimi sono i divieti per il turista, e severissime sono le guardie del parco con chi commette un'infrazione. Le Bagaud rimane una lingua di terra disabitata e anch'essa parco naturale a ovest di Port-Cros.


In una piccola ansa rivolta verso ovest si trova il piccolo centro di Port-Cros, un villaggio composto da un albergo, la gendarmeria, la posta, l'ufficio del turismo, e diversi ristoranti, buvettes e bazar. Moltissimi e a tutte le ore arrivano battelli da Le Levant, Le Lavandou, Hyeres, e Tolone, sia di passaggio che per una sosta turistica.

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In diversi luoghi dell'isola non é possibile attraccare. Due sono le spiagge più frequentate, quella del sud e quella del nord. Quest'ultima oltre ad essere la più grande é anche località protetta, in quanto ospita una riserva naturale delimitata da balises, in cui la presenza di scogli, subito sotto il pelo di un'acqua non battuta dai venti, ha favorito il proliferare di un ambiente marino di eccezionale interesse. Attenzione a non passarci sopra con motoscafi e canoe: é severamente vietato.  

 

Cenni storici su Port-Cros

Fin dai tempi antichi, la storia di Port-Cros, la Mesé (l'isola di mezzo) dei navigatori greci, è stata legata a quella di Porquerolles. Più piccola (640 ettari di superficie, 4,5 chilometri di lunghezza, 2 chilometri di larghezza) , deve il suo nome attuale "Port-Creux" al profondo scavo del suo porto. I rilievi , dove è presente una grande vegetazione, sono più irregolari e più elevati di quelli di Porquerolles e di Levant.
Come le altre rocce dell'arcipelago, Port-Cros,inizialmente popolata dai liguri, poi dai frati di Lérins nel V secolo, conosce nel medioevo il susseguirsi degli invasori e viene, per più di cinque secoli, rovinata dalle devastazioni dei pirati. Vecchia proprietà del conte Beauregard l'isola si è vista assegnare nel 1963 lo statuto di parco nazionale.
La zona di protezione della fauna e della flora si estende in mare fino a 600 metri di costa e comprende i piccoli isolotto del Rascas e della Gabinière, l'isola di Bagaud e diversi isolotti vicini: pesca e caccia sottomarina sono vietate, è previsto un regolamento per la velocità delle navi. All'interno, camping , caccia e sradicamento delle piante sono vietati. Questo forse permetterà a Port-Cros di restare quell'eden tranquillo che si scopre lungo i sentieri tra i valloni dove si mescolano lentischi, eriche, arborescenti e corbezzoli e che aprono a volte viste sul profondo mare blu sui vecchi fortini. L'isola presenta dodici sorgenti, di cui due ferruginose; è drappeggiata da uno spesso manto vegetale dove prosperano specie sconosciute sul litorale provenzale.
Certe piante sono uniche in Francia come il Teucrium (teucrio) marum. Certi funghi, che si trovano nel sottobosco, sono molto rari come il lattario e l'armillaria. Nella foresta si possono trovare le essenze le più diverse: leccio, pino d'aleppo, eucalipto, ulivo, sughero. In mezzo a tutta questa vegetazione la fauna gode di una libertà assoluta. Oltre alle specie comuni dei paesi mediterranei, si possono incontrare specie rarissime, persino uniche. Lungo le scogliere a picco ci sono i grandi uccelli del mare come la gavina argentata, il cormorano cappelluto, il puffino cenerino. Si possono trovare ancora gli uccelli cacciati dalle foreste provenzali che hanno trovato rifugio qui a Port-Cros come il falcone pellegrino, lo sparviere, il merlo blu, il vespiere, l'upupa. Altre specie fanno regolarmente scalo durante la loro migrazione annuale : passeri, palombi, tortorelle, fenicotteri rosa. Infine splendide e rare farfalle aggiungono i caldi colori delle loro ali a tutta questa inestimabile ricchezza.
Sulla costa a sud l'acqua purissima permette di distinguere i fondali situati a più di 40 metri. Piante, muschio e alghe ( finocchio marino, statice, euforbia, teucrio argentato,....) ricoprono le rocce. E' questo il posto ideale per l'immersione (che non è vietata) , grazie alla quale si possono scovare pesci di tutte le forme e i colori come la cernia, la murena, il cefalo che vivono liberamente nelle acque protette. E' in questo quadro idilliaco che Melchior de Vogue collocò il suo romanzo Jean D'Agrève (1897), un'opera che conobbe una certa celebrità all'inizio del secolo.
All'entrata del Vallone della Solitudine, si può visitare il maniero dell'eroina Hélène. Molto interessante è la baia di Port-Man con la sua straordinaria vegetazione. Vi si accede da una stradina che attraversa l'isola nella sua lunghezza. Dal colle di Port-Man si possono contemplare l'isola di Levant e la costa des Maures.Dalla baia, ben protetta dal vento del nord, è possibile ritornare alla frazione di Port-Cros dai piccoli sentieri che attraversano il vallone del Janet, l'altopiano della Marma, la spiaggia della Palu e il vallone Nero. Sono possibili molte escursioni per la gioia degli amanti delle passeggiate , escursioni che permettono di ammirare lungo il cammino il grande spettacolo delle scogliere ripide dell'isola.


Ile de Porquerolles

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L'affascinante piccolo porto con il suo discreto molo, una punta rocciosa coperta dai pini marittimi, qualche casa bianca e rosa tra le mimose, le tamerici e le palme. E' così che si presenta Porquerolles appena si sbarca sull'isola. La traversata più corta è quella dalla torre Fondue, situata all'estremità della "quasi isola" di Giens, il collegamento è assicurato anche dal porto di Bormes e dal porto di Le Lavandou.
Il villaggio che ha dato il nome all'isola intera è costituito da una piazza con eucalipti, una modesta chiesa e qualche casa di pescatori. In fondo ad una rada, bordata a nord dalla spiaggia della Courtade , riparando un piccolo porto dove attraccano le imbarcazioni da diporto, è stato costruito il Forte di Saint-Agathe (XV secolo) per offrire alloggio alle famiglie dei soldati che si trovavano in presidio.
L'isola, infatti, fu un campo militare utilizzato soprattutto come centro di convalescenza. I feriti della guerra di Crimea e della campagna del Madagascar furono curati qui. Interessante è la via crucis della chiesa Sainte-Anne costituita da quattordici tavole di noce massiccia scolpite, opera di un soldato del battaglione d'Africa che soggiornò nell'isola nel 1868. Anche altri forti più o meno in rovina testimoniano la presenza militare.Il più antico è il forte dell'Alicastre, costruito sotto Richelieu e il cui nome proviene, secondo la leggenda, dall'esistenza di un mostro che un mistrerioso cavaliere riuscì a battere. Venne usato come prigione dal 1848 al 1852 e la tradizione afferma che la "maschera di ferro" fu rinchiusa finchè la nave che la conduceva all'isola di Saint Marguerite fece scalo , per effetto dei venti contrari, a Porquerolles. Durante la conquista dell'Algeria numerosi prigionieri arabi furono deportati nell'isola.
Aventi minuti di nave dal continente, la più grande isola D'Oro (7,5 chilometri di lunghezza e 2 di larghezza circa), dispone di 25 chilometri di costa, su quali pesa dal 1971 la minaccia della costruzione immobiliare. Senza avere lo statuto di parco, è protetta e le sue infrastrutture stradali sono sommarie; come il resto dell'arcipelago, le macchine sono vietate, è a piedi o in bicicletta che si possono ammirare i siti pitoreschi.
La passeggiata classica conduce al faro (96 m) situato alla punta a sud. Dalla sommità si scorge un gran bel panorama su quasi tutta l'isola, le colline del Langoustier, il forte Sainte-Agathe e, grazie agli orizzonti insulari, sul massiccio des Maures e le sue scogliere. Dei sentieri permettono di accedere alle baie selvagge della costa sud o alle spiagge sabbiose del nord e dell'ovest, alle punte rocciose del capo des Mèdes, del Grand Langoustier o dell'Alicastre. Verso il litorale o all'interno dell'isola si possono trovare grandi spazi calmi praticamente deserti con pini d'aleppo e sugheri e nel sottobosco lentisco o corbezzolo e qualche vite. Qua e là aranci, limoni, madarini. I fondali sottomarini non sono meno interessanti (si possono trovare spugne e coralli) e sono molto apprezzati dai sommozzatori.


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